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Tag: intervista

35003_1325750539583_1105475668_30719925_5133374_nL’immagine che vuoi rendere di te: Chi sei.

Sono una ragazza mediterranea che vive di musica, che segue la moda e a cui piace il divertimento.

Di che segno zodiacale sei?

Del segno del Cancro.

Che tipo di pizza è la tua preferita.

Le mie pizze preferite sono due la Margherita ed il Tronchetto, una specialità che viene fatta in un paesino in provincia di Napoli.

Breve storia della tua carriera professionale

La mia carriera ha avuto inizio all’età di quattro anni circa, quando insieme a mio padre ho iniziato a muovere i primi passi verso un microfono. Col passare del tempo mi accorgevo che quando cantavo ero spinta da un’energia e da un calore che mi salivano dai piedi al suono, tanto che decisi di andarmi a tatuare sul piede un pentagramma con al di sotto una scritta “Ogni mio passo è musica”. Fu così che poi, quasi per gioco, all’età di 14 anni ho deciso di incidere il mio primo lavoro discografico intitolato  “La Musica, la mia passione”. E’ da allora che ho partecipato a numerosi Talent televisivi tra cui A tutto gas” su Italiamia2, “Sfida la Voce su Canale Italia, “Village Music Lab” su Canale Italia. Ho vinto il Talent Show di Napoli“, ho partecipato al Festival di cant’Atella classificandomi prima e tante altre manifestazioni e concerti di piazza.

Il tuo sogno

Il mio sogno è quello di salire un giorno sul palco del Teatro Ariston e partecipare al Festival di Sanremo.

Il tuo abito preferito

Il vestitino trendy e per l’occasione anche il tubino classico.

Il tuo attore preferito

Gabriel Garko.

Il tuo stilista preferito

Dolce e Gabbana.

Il tuo progetto professionale

Il mio progetto professionale è quello di preparare un nuovo lavoro discografico che mi regali tante soddisfazioni e soprattutto tanto successo.

Impegni professionali in cantiere

I mie impegni professionali sono in ordine di date, il 30 Aprile al Teatro “Lendi” a Napoli per la XIV Edizione della manifestazione PULCINELLAMENTE, Il 6 Maggio al Teatro “ACACIA” di Napoli per una serata di beneficienza, il 28 Maggio il Concerto in Piazza a CISTERNA DI LATINA e tante altre date.

Un consiglio per le ragazze che vogliono seguire la tua strada

Un consiglio che mi sento di dare alle ragazze che come me vogliono innamorarsi della musica è quello di non fermarsi mai davanti agli ostacoli soprattutto quelli più difficili: “ricordatevi sempre che tutto è possibile.  Se si crede davvero in quelloche si fa, ogni sogno può diventare realtà”.

by Leonardo Losito

Mappa della LIBIA

Mappa della LIBIA

Non e’ solo l’ Italia ad essere preoccupata della situazione in Nord Africa, ma ovviamente la situazione cattura la massima attenzione in tutto il mondo.Oggi in un intervento alla Knesset  il Premier Israeliano Netanyahu ha annunciato che gli analisti militari ed intelligenceprevedono che l’ instabilita’ nel Nord Africa e Medio Oriente potrebbe durare per anni e potrebbe espandersi ad altri paesi nella regione .

Sul tema, abbiamo intervistato Michel Levi della Beit Warszawa (Polonia), da anni al top management di importanti multinazionali del gas e del petrolio.

L’intervista:

Crisi energetica e Nordafrica: ne parlano tutti. Ma che sta succedendo di veramente nuovo?

Premetto che davanti alla grave crisi del Nord Africa parlare di sicurezza energetica senza parlare di sicurezza globale dell’ Occidente e’ insufficiente e non puo’ far capire la serieta’ della situazione a livello globale.Le recenti rivoluzioni in Libia, Tunisia ed Egitto generano nell’ Occidente non pochi timori,  i rischi sono  tanti e tutti tremendamente insidiosi: fondamentalismo islamico, lotte fratricide tra fazioni diverse, esodi di proporzioni colossali e guerre civili.

Il Presidente Napolitano dice che abbiamo un po tutti in Europa sottovalutato la questione. E’ d’accordo?

E come si potrebbe non esserlo? Purtroppo siamo testimoni dei tragici sviluppi che sono successi anche in altri paesi, non lontani e simili per alcuni versi al Nord Africa Islamico. Penso anche a Paesi come Iraq e Afganistan, che una volta liberati dai loro tirannici e sanguinari oppressori come  Saddam Hussein e i Talebani, non hanno trovato un percorso   di sviluppo sostenibile ed equilibrio a causa del terrorismo . Non si sono riappacificati neanche davanti alla prospettiva di ricevere aiuti economici simili al piano Marshall per l’ Europa dopo la II Guerra mondiale, il che avrebbe dato benessere immediato alla popolazione e speranza alle loro generazioni future.

In che cosa consiste la gravita’ odierna?

La gravita’ della situazione in questi Paesi e’ un fatto purtroppo acquisito e sta destabilizzando tutta la regione, a partire dal pur moderato Pakistan, con  gravi ripercussioni persino in India.  E’ necessario ricordare l’attentato al Parlamento Indiano del 2001 e l’ attacco successivo a Mumbai dove un commando di terroristi semino’ morte e panico negli Hotel della citta.  Un centro Ebraico Chabad fu attaccato e  distrutto con decine di vittime innocenti. Gli attentati dei fondamentalisti islamici  sono mirati a creare instabilita’ e   spesso le vittime immediate di questi attentati sono la povera parte della popolazione mussulmana moderata, quella che rifiuta il fondamentalismo e la legge severa religiosa della Sharia. Si contano ormai a centinaia di migliaia di vittime di attentati in Afghanistan e Iraq ed e’ legittimo supporre che  l’ intero Occidente sara’ la vittima successiva e conseguente, se non si riuscira’ a trovare un rimedio a questo germe virulento, che e’ causa di cosi tanta violenza.

E cosa bisognerebbe fare dinanzi a questo scenario non certo esaltante?

Per presidiare la propria sicurezza l’Occidente dovrebbe avere la capacita’ prima di tutto di capire, per poter poi estinguere le cause che stanno portando cosi’ tanta violenza nell’ Islam.  Non e’ un compito facile, devo ammettere, perche’ le  cause sono complicate e difficili da risolvere tutte insieme in un solo colpo. A partire dal fatto che queste zone aride sono sovrappopolate a fronte delle risorse: i Paesi Arabi e piu’ in generle Islamici sono aree che hanno subito un esplosione demografica negli ultimi decenni,  con  l’ eta’ media dei residenti che  si aggira intorno ai 20-23 anni. E sono paesi che  dipendono dal petrolio e dal gas, senza i quali  questi collasserebbero in pochissimo tempo. Con l’aggravante che l’ istruzione  dei giovani e’ insufficiente, mentre  la corruzzione e’ devastante.  Inoltre a mettere sale sulle ferite , ci sono paesi che sponsorizzano il terrorismo come Iran e Siria, che Rumsfeld e i neocon chiamavano “asse del male”.

La propaganda e gli slogan hanno le loro regole. A noi interessa capire. Ci aiuta?

Le cito un fatto concreto. Appena ieri navi militari Iraniane hanno varcato il canale di Suez, dando cosi’ un terribile messaggio al mondo intero:  l’ Iran intende non solo continuare il proprio programma Nucleare illegale nonostante il Trattato di non Proliferazione che hanno firmato, ma addirittura vogliono aumentare la propria influenza in tutto quel delicato settore geostrategico. Per di piu’, si consideri che l’ Iran collabora gia’ strettamente con la Corea del Nord Corea, che per parte sua ha gia’ dimostrato due anni fa’ di possedere testate nucleari,  facendo tremare il mondo con azioni sconsiderate e con attacchi continui alla Corea del Sud Corea e minacce persino al Giappone. La novita’ e che ormai non nasconde piu’ il piano di voler espandere la propria influenza nel Mediterraneo e in  Nord Africa. Come ha gia’ fatto in Libano, do puo’ contare sul contingente politico-militare di Hezbollah.

Stando cosi’ le cose, la sicurezza energetica diventa un’araba fenice allora, o no?

Dico solo che e’ difficile credere che possa esistere sicurezza energetica senza sicurezza globale.  Prendiamo la situazione recentemente creatasi in Egitto. Li’ un attentato ha causato il blocco del pipeline EMG da Al’ Arish ad Ashkelon, tagliando le forniture ad Israele e alla Giordania. Anche il blocco recente del pipeline green stream tra Libia ed Italia, ci fa’ capire come una pipeline sia esposta a gravi rischi e come sia facile da attaccare proprio a causa della sua estensione e  vulnerabilita’.  E’ proprio per rimediare a cio’ che vengono costruite reti di pipeline che garantiscono la fornitura di gas all’ Europa da diverse provenienze e  vengono costruiti terminali LNG che permettono di importare gas tramite navi metaniere. Vi sono gia’due terminali LNG in funzione in Italia: il primo a Panigaglia e il secondo nell’ Adriatico,  a Rovigo. Inoltre ci sono altri due in costruzione a Brindisi e Livorno e altri progetti sono stati annunciati a Rosignano Empedocle, Priolo e Trieste.

Ci puo’ dire ora cosa secondo Lei cosa si sta facendo in Italia e cosa si potrebbe fare di piu’ e di meglio?

Sono d’accordo su quanto Francesco di Majo  ha scritto sull’Eni che rassicura  tutti per i prossimi mesi. L’Italia ha gia’ un ottima strategia di diversificazione delle furniture energetiche di gas e petrolio e l’ ENI le ha sempre dato grande importanza, con cio’ contribuendo alla sicurezza della nazione fin dai tempi di Enrico Mattei. Nei mesi recenti ENI ha dato notizia di aver intrapreso la strada dello shale gas, che ha contribuito negli USA ad allargare le riserve provate di gas naturale ed ha contribuito significativamente alla sicurezza energetica americana. ENI ha pure acquisito tecnologie dagli americani per la perforazione orizzontale e per il fracturing delle rocce ricche di gas. In Polonia ha acquisito la societa’ Minsk Energy Resources che detiene tre importanti concessioni per l’ esplorazione di shale gas nel bacino baltico, nei pressi di Danzica. E’ intuibile che l’ ENI nel breve-medio periodo intenda sviluppare anche questa fonte di gas. E  probabilmente sara’ attiva e presto all’avanguardia sia nella espolrazione che nella e produzione in paesi adiacenti all’ Italia.

Significa che possiamo dormire sonni tranquilli?

Non del tutto. E’ infatti impensabile che l’ instabilita’ della situazione nei paesi esportatori di gas e petrolio come Iraq, Iran, Libia, Egitto , Tunisia  possa garantire sicurezza energetica all’ Italia senza una strategia comune con l’ Europa  e senza investire in grandi progetti come quello nucleare. In  piu’, per quanto riguarda le infrastrutture (importanti anch’esse per diversificare l’ approvigionamento di gas),  l’ Europa dovrebbe accelerare la scelta tra il  pipeline South Stream che dovrebbe portare gas dai giacimenti russi collegati al mar nero attraverso la Bulgaria, Ungheria e Austria, e il pipeline Nabucco che invece dovrebbe collegare i ricchi giacimenti dell’ Azerbaijan e del Mar Caspio all’ Europa tramite un segmento che dovrebbe attraversare la Turchia, Ungheria e Austria. Il primo e’ sponsorizzato dai Russi e dall’ Italia.  Il secondo invece fortemente sostenuto da Stati Uniti con alcuni paesi Europei per garantire indipendenza energetica dalla Russia. La situazione recente impone una scelta nel piu’ breve tempo possibile, ma qui l’analisi si complica perche’ entriamo in campo politico che esula dalle mie competenze.