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Categoria: Argomenti vari

 

Galà di beneficienza in favore dei bimbi cardiopatici, rispondono in 1500.

 

Folle sui balconi dei Parioli; si canta con l’Orchestra italiana sotto fuochi magici.

 

 I fuochi d’artificio più spettacolari, rumorosi e colorati dell’estate romana, come da tradizione, quelli sparati dal Circolo Antico Tiro a Volo, luogo simbolo dove un tempo i nobili romani si dilettavano nel tiro al piattello, per festeggiare i 20 anni del nuovo corso, la gestione del vulcanico presidente, Michele Anastasio Pugliese.

Tra i 1500 ospiti c’era tutta la Roma che conta e tantissimi giovani al Galà organizzato, nonostante le previsioni meteorologiche disastrose e poi disattese, lo scorso giovedì nel parco del Tiro a Volo: un parterre ricco e variegato si è scatenato in pista, sotto le note delle più belle canzoni italiane eseguite da un Renzo Arbore in grandissima forma, mattatore della serata con la sua Orchestra italiana. I numeri? Sedici musicisti, 25 anni di carriera insieme e un nuovo tour estivo, partito proprio dal Tiro a volo, che girerà il mondo. La mission della serata è quella di raccogliere fondi

Eleonora Daniele con il Presidente Anastasio Pugliese e il consigliere Claudio Cosenza

per i bambini malati di cuore. I bimbi affetti da cardiopatie congenite che vivono in paesi sottosviluppati, protagonisti della Fondazione EUROPEAN HEART FOR CHILDREN-GLOBAL FORUM che porta cure, forma medici e costruisce ospedali dove l’assistenza sanitaria non esiste. Arbore, chitarra sotto braccio, incoraggia i presenti: “siamo fortunati, regaliamo una speranza a questi bambini affamati di vita, siate generosi!”. La madrina della serata, Eleonora Daniele, appena chiusa la diretta pomeridiana di Estate in diretta su Rai Uno, è salita sul palco e ha condotto una serata davvero riuscita che ha coinvolto anche tutti gli abitanti del quartiere Parioli appollaiati sui balconi come fosse un Gran Premio e che ha fatto scatenare in danze e tarantelle fino a tarda notte i soci, gli amici del circolo, tanti vip e giornalisti, coinvolti dall’organizzatore della serata Claudio Cosenza. Tra i presenti, il socio onorario Antonio Catricalà e consorte, Renato Schifani, Fausto e Lella Bertinotti, Gianni Rivera, Oliviero Beha, Lizia Azzariti, Virman Cusenza, Roberto e Vittoria Gervaso, Luca Bernabei, Anna Fendi, Antonino Di Maio, Vitaliano Turra’ (aeroporto di Fiumicino), Elena Bonelli, il presidente della Banca di Credito cooperativo di Roma (sponsor della festa), Francesco Liberati, l’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede Francesco Maria Greco, Umberto Pizzi, Marisela Federici, l’ambasciatore della Grecia presso la Santa Sede George Papadopoulos, il consigliere di Stato Pasquale De Lise, l’avvocato generale dello Stato Michele Dipace, il professore Enrico Caroli, il colonnello dei Carabinieri Salvatore Luongo, Ettore Viola, il presidente del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo Giuseppe Lupoi, l’ex ministro Giovanni Maria Flick, il magistrato Simonetta Matone, l’imitatrice Gabriella Germani.

 Clarissa Domenicucci

di Giulio de Nicolais

L’immagine che vuoi rendere di te: Chi sei?

 
Di che segno zodiacale sei?
Il mio segno zodiacale ‘e il Toro.
 
 
Che tipo di pizza è la tua preferita?
Preferisco la capricciosa ed in genere il buon cibo italiano ed il vino raffinato.
 
Raccontaci in breve la storia della tua carriera professionale
Sin da bambina scopro la passione per la musica classica e per il pianoforte e inizio gli studi presso la scuola della Musica. Il mio percorso personale verso la scoperta della musica si corona con due titoli accademici: la Laurea presso  il Conservatorio di Kaliningrad nella facoltà di Direttore del coro e di Pianoforte e la
Laurea con Lode conseguita presso l’Accademia Internazionale della Musica di Rimskiy-Korsakov in San-Pietroburgo -nella facoltà di Cantante d’Opera. Una immensa gioia ho provato quando fui designata dalle Autorità  russe a ricevere  il Titolo di Stato   ”Musa di San-Pietroburgo” che  è il Riconoscimento del Paese nel campo dell’Arte e me lo consegnarono al Palazzo Smolniy di San-Pietroburgo. Altra grande emozione essere ammessa al Concorso Lirico Internazionale e vincerne il Secondo Premio.  
Da allora ho calcato i palcoscenico dei più famosi teatri del mondo come solista soprano. Ovunque il pubblico amante del bel canto ha condiviso con me le intense emozioni che genera l’ascolto delle arie come”Vissi d’Arte” nella Tosca, la “Traviata” di Verdi e la “Casta Diva” di Bellini.Ho vinto il Secondo Premio del Concorso Lirico Internazionale di Albena (Bulgaria) ed il Concorso Internazionale alla “Royal Academy Hall” di Londra.
 
Sono  l’unica artista al mondo, ad essere stata autorizzata a cantare le poesie di Papa Giovanni Paolo II -”La nostra terra”- e le “Stimmati” di Padre Pio al Josp  Festival di Roma.  Farlo, è stata una bella esperienza che mi ha regalato l’opportunità di vivere una profonda esperienza spirituale e di incontrare tantissimi giovani con i quali condividere le emozioni che donano la musica ed il canto; lì mi accorsi che per moltissimi, l’ascoltarmi, era stato il loro primo approccio con la lirica. Ebbi così l’idea di partecipare al concorso “Il Cantagiro 50 Anni” come cantante lirica-pop al Teatro della Fonte a Fiuggi. Era mia intenzione, infatti,    condurre la lirica fuori dal mondo degli amanti del bel canto. Lì vinsi il  Premio Speciale “1° Classificato-Il Cantagiro 50′Anni”, il CD dell’evento è stato poi presentato al Lounge del Festival di San Remo.
 
Il tuo sogno di donna
Un buon matrimonio , la maternità ed avere una meravigliosa famiglia.
 
 
Il tuo stilista preferito
Adoro le creazioni di Roberto Cavalli, di Blumarine e di Valeria Marini.
 
 
Il tuo progetto professionale
E’ molto ambizioso, è dedicato ai giovani. Vorrei far conoscere la Grande Lirica in stile moderno alle nuove generazioni. Sono stati arrangiati ed elaborati per me, con tale intento, sia l’aria “Vissi d’Arte” tratta dalla Tosca in lirica-rock, sia l’aria “Amour” tratta dalla Carmen in lirica-pop ed altri. In tutto cinque brani in video e Cd: spazio alla Grande Lirica per un pubblico più ampio.
 
 
Impegni professionali in cantiere 
In corso ci sono le prove ed il debutto al Teatro del Fuoco di Foggia-per un Musical con la regia di Virginia Barrett,a giugno sono Ospite d’Onore per gli Spettacoli della Lirica moderna al Castello “Forte la Carnale” di Salerno e sarò l’Ospite Speciale alla Serata della Festa della Repubblica Russa “Amicizia tra Russia ed Italia” ad Ischia,quindi a luglio sarò Ospite d’Onore al 44′ Edizione del Giffoni Film Festival.
 
 
Un consiglio per le ragazze che vogliono seguire la tua strada 
Quando si tratta di credere in voi stesse, puntate gli occhi sul bersaglio e non battete ciglio…se avete una meta,un sogno o un’aspirazione…CREDETE IN VOI STESSE mentre siete sulla strada verso la vostra destinazione e sarete già arrivate…Nel cammino della Vita, tenete Sempre la testa alta e continuate ad avanzare…Non permettete mai a nessuno di indebolire la fiducia in Voi stesse, perchè siete una creatura meravigliosa al Mondo!!!

Martedì 27 dicembre 2011 alle 17.00  presso il Museo della Civiltà Romana sarà inaugurato il mese della cultura serba, iniziativa che rientra  nell’ambito del progetto “Arte e cultura dell’Europa dell’Est a Roma” promosso dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale e dalla Consigliera Assembleare Aggiunta per l’Europa Tetyana Kuzyk.

La Serbiainizia la sua presentazione raccontandosi attraverso  le  mostre di cinque artisti che vivono e lavorano a Roma, Ljiljana Petrović  Vavalli, Ana Kapor, Vladimir Pajević, Srdja Mirković e Marta Jovanović.

 Dopo l’immersione nel mondo creativo di queste cinque sensibilità artistiche molto diverse tra loro,la Serbiaillustrerà  la “Cultura serba – viaggio attraverso i secoli” e l’“Alfabeto cirillico” con  la possibilità per i visitatori di farsi un’ idea  quanto più obiettiva possibile del paese attraverso le storie e i racconti degli inviati italiani che ci hanno vissuto.  Nel programma non poteva mancare  la musica, autentico  vanto del sistema di istruzione serbo, e in particolar modo la musica popolare: in occasione del capodanno ortodosso serbo  sarà quindi possibile assistere all’esibizione del chitarrista  Tibor Tepić e al concerto di musica da camera di uno dei migliori quartetti di archi serbi, il quartetto TAJJ, proveniente da Novi Sad, Provincia di Vojvodina.

 La lingua è il miglior veicolo per conoscere  una cultura e così gli studenti italiani della Cattedra di Serbo dell’Università  “La Sapienza” terranno  una lezione introduttiva pubblica di lingua serba. Dato poi che la manifestazione culturale che in Serbia vanta il maggior numero di visitatori èla Fieradel Libro di Belgrado  non potevano mancare gli scrittori, tradotti e pubblicati in italiano, Ljiljana Djurović Habjanović e Dušan Kovačević.

Si potrà inoltre assistere a una performance teatrale tratta dal  romanzo “Il gioco degli angeli” della Habjanović, con le attrici Claudia Lerro e Simona Oppedisano del „Teatrificio 22“. La raccolta di pezzi teatrali  del grande autore Dušan Kovačević, pubblicata in Italia con il titolo“Underground teatrale“ verrà illustrata attraverso la proiezione di brani del film „Underground“ di Emir Kusturica, per la cui sceneggiatura Kovačević vinse la Palma d’oro a Cannes.

 La manifestazione si concluderà il 27 gennaio con la festa di San Sava, il santo di maggior rilievo per la spiritualità serbo-ortodossa nonché per le origini della cultura della Serbia medievale.La comunità serba a Roma lo festeggerà con il concerto del gruppo VED, direttamente dalla città di Vranje nel sud della Serbia,  che eseguirà  brani di musica tradizionale e popolare della Serbia meridionale con strumenti antichi: l’inno di San Sava verrà cantato dalla cantante lirica Dragana Moles, che vive e lavora a Roma.

394412679KIEV – Il tribunale di Kiev ha ordinato l’arresto dell’ex premier Julia Timoshenko, oggi leader dell’opposizione, nel processo che la vede imputata per il controverso contratto per la fornitura di gas russo all’Ucraina.

Julia  è stata arrestata in aula dove sono scoppiati tafferugli, disposto dal tribunale per l’atteggiamento ostruzionista  dell’imputata.  Alcuni deputati vicini alla Timoshenko hanno tentato di impedire l’intervento deipoliziotti, ma sono stati bloccati dalle forze dell’ordine.

La corte ha vietato dal 31 agosto tutte le manifestazioni sia sul Khrichatik, il viale principale della città, sia sulla piazza Maidan, cuore della rivoluzione arancione del 2004.

Timoshenko ha accusato il premier di corruzione, criticandone l’operato degli anni in cui era responsabile dell’agenzia delle entrate. Tymoshenko rischia sino a 10 anni di prigione. L’accusa, abuso d’ufficio, riguarda l’accordo di fornitura del gas raggiunto e firmato direttamente con il premier russo Vladimir Putin nel 2009: secondo la procura, le condizioni concordate sono svantaggiose per lo stato ucraino, che ha subito di conseguenza perdite per l’equivalente di 130 milioni di euro.

Moiseev01_(1)[1]Roma, Teatro Villa Pamphilj, via di San Pancrazio 10

Giovedì 21  e venerdì 22 luglio ore 21.15

IGOR MOISEEV BALLET

Balletto di Stato Accademico di Danza Popolare “Igor Moiseev”

Tournée organizzata in collaborazione con il Ministero della Cultura della Federazione Russa

OMAGGIO A IGOR MOISEEV

Coreografie: Igor Moiseev   

Musiche tradizionali e popolari

In occasione dell’Anno della Cultura Russa in Italia e della Cultura Italiana in Russia,  giovedì 21 e venerdì 22 è ospite della ventunesima edizione di Invito alla Danza l’Igor Moiseev Ballet, la più importante, famosa e acclamata compagnia di folclore russo. L’Omaggio a Igor Moiseev  offre la più vasta panoramica della produzione del grande artista russo, spaziando in un repertorio di 73 anni di attività e fra oltre 300 balletti e coreografie.

Fondato da Igor Moiseev nel 1937 come prima compagnia di danza folclorica del mondo, l’IGOR MOISEEV BALLET conta nel suo repertorio più di 300 danze popolari e balletti in un atto. Il repertorio è così vasto che fa della compagnia un vero e proprio teatro accademico di danze popolari, un’enciclopedia vivente delle danze non solo di tutto l’immenso territorio dell’ex Unione Sovietica, ma anche danze slave, ebraiche e greche. Accanto alla compagnia, Moiseev fondò una scuola di danza di altissimo livello: i suoi ballerini padroneggiano tutti gli stili e tutti i generi di danza, oltre ad essere preparati dal punto di vista teatrale. Il livello tecnico e artistico dell’Igor Moiseev Ballet, si è costantemente elevato di stagione in stagione e ad oggi è considerato il più professionale e appassionato cast artistico russo. Infinite le tournée realizzate non solo in ogni angolo della Russia, ma anche in Europa, Asia, America del Nord e Nord Africa. Ovunque si è esibita la compagnia ha ottenuto entusiastici consensi. A Parigi, dopo uno spettacolo un quotidiano ha scritto: “Se non urli e non batti i piedi alla fine di una recita di Moiseev, non sei normale e hai bisogno di uno psicanalista”.

Igor Moiseev è stato uno dei maestri e coreografi più noti della Russia. Nella sua lunga vita, conclusa nel 2007 a ll’età di 101 anni, il grande artista ha ricevuto numerosissimi riconoscimenti fra cui il “Premio Artista Benemerito del Popolo Russo”, “Premio Lenin” e la “Medaglia Mozart dell’Unesco” per il suo eccezionale contributo alla cultura. In occasione del suo 95esimo compleanno in un Gala realizzato al Teatro Bol’šoj, il governo di Mosca lo ha insignito del Premio “Leggenda del Secolo”. Nessuno, come Moiseev, ha saputo realizzare coreografie che sono un affresco plastico di musica, usanze, danze e culture. Studioso attento delle diverse etnie, ha dedicato molti viaggi alla conoscenza diretta dei popoli. Già centenario, continuava a seguire la compagnia in tournée, partecipando ad esempio alla ventesima edizione del festival “Primavera d’Aprile” nella Corea del Nord, in cui ha ricevuto il Primo Premio. Il 21 gennaio 2006 festeggiò cento anni con un Gala al Cremlino, al quale a testimonianza della stima e dell’affetto nei confronti di questo “grande vecchio” le più prestigiose compagnie del mondo, incluse il Béjart Ballet Lausanne, l’Alvin Ailey American Dance Theatre, il Balletto del Teatro alla Scala e il Balletto dell’Opera di Vienna, hanno partecipato con le loro étoiles. Al di là dei riconoscimenti ufficiali, siamo grati a questo straordinario artista per averci regalato spettacoli pieni di passione, gioia e allegria così necessarie a tutta l’umanità.

In collaborazione con ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna

Biglietti:  Primo settore intero € 28 – ridotto € 25

Secondo settore intero € 25 – ridotto € 22

Fare di Venezia il laboratorio internazionale di tutte le arti è il progetto della Biennale di Venezia:  non soltanto il luogo privilegiato delle nuove tendenze, ma anche lo spazio aperto alla conoscenza e al confronto di professionisti e di un pubblico consapevole e un’officina del fare per quei giovani che si affacciano al mondo dell’arte e dello spettacolo. E’ un progetto in cui i settori dello spettacolo dal vivo – danza, musica, teatro – hanno un ruolo decisivo e trovano un indirizzo comune.

biennaleIn questa prospettiva sono nati l’Arsenale della Danza, il centro di perfezionamento nella danza contemporanea diretto da Ismael Ivo, e il Laboratorio Internazionale di Arti Sceniche che, sotto la direzione di Àlex Rigola, trova sviluppo e ampliamento nel 41. Festival Internazionale del Teatro. “Ci siamo incamminati lungo un percorso di maggior articolazione dei Festival – sottolinea il Presidente della Biennale Paolo Baratta – perché convinti che Venezia e la Biennale debbano essere un palcoscenico del presente e contemporaneo, ma debbano porsi anche con responsabilità il problema del domani. Per questo la manifestazione festivaliera declina in maniera diversa a seconda dei settori il rapporto con iniziative pedagogiche e sperimentali di ampio respiro, rivolte a giovani danzatori, musicisti, attori e registi impegnati a trovare il loro personale percorso artistico”. 

Prendono avvio l’11 maggio, al Teatro Malibran, le manifestazioni dell’Arsenale della Danza con la nuova coreografia di Ismael Ivo, Babilonia – Il terzo paradiso, ispirata all’idea biblica della mescolanza di lingue, culture, arti, che caratterizza il mondo di oggi. Ne è interprete la compagnia internazionale di 25 danzatori – giovani tra i 19 e i 24 anni, provenienti da tutto il mondo (Usa, Canada, Russia, Grecia, Svezia, Brasile, Italia) – che costituisce l’Arsenale della Danza. Dopo il debutto a Venezia l’11 maggio (replica il 13), la nuova creazione di Ismael Ivo, che conclude la sessione annuale di master class impegnando i giovani danzatori nelle produzioni internazionali della Biennale, proseguirà in tournée in Italia e all’estero: a Padova (17 maggio), Vicenza (19 maggio), Belluno (20 maggio), Treviso (21 maggio), Verona (24 maggio), Rovigo (26 maggio), San Paolo del Brasile (1 e 2 giugno) e Santos (4 giugno).

L’Arsenale della Danza amplia e completa il suo programma ospitando fino al 15 maggio, al Teatro Piccolo Arsenale e al Teatro Malibran, creazioni che nascono da singolari progetti di formazione e ricerca. Come quello della Lia Rodrigues Companhia de Danças (12 maggio), una delle compagnie brasiliane più note in Europa, che da anni ha trasferito la sua attività in una delle realtà più difficili del continente sudamericano, le favelas di Rio de Janeiro, coinvolgendo i suoi abitanti nello studio della danza e nella realizzazione degli spettacoli. A Venezia la compagnia di Lia Rodrigues, che arriva grazie ad una collaborazione con il Serviço Social do Comércio di San Paolo del Brasile, presenterà Pororoca, l’ultimo spettacolo nato da questa esperienza. Le allieve del corso di Teatrodanza della Milano Teatro Scuola Paolo Grassi – progettato e diretto da uno dei maggiori critici italiani del settore, Marinella Guatterini, sul modello delle maggiori scuole europee – si confrontano con il lavoro di uno dei coreografi di punta della scena italiana di ricerca, Michele Di Stefano e la sua compagnia MK, in Reform Club (14 maggio); mentre alcuni allievi del Performing Arts Research and Training Studios di Bruxelles, una delle realtà europee più innovative, fondata da Anne Teresa de Keersmaeker che ne ha progettato il profilo artistico e pedagogico, e premiata lo scorso anno con il Leone d’argento dalla Biennale di Venezia, affrontano Project, don’t look now (15 maggio) sotto la guida di Xavier Le Roy e Mårten Spångberg, esponenti, come lo stesso Michele Di Stefano, di un’area di ricerca importante della danza europea, definita dai critici “non-danza” o “anti-coreografia”. Completa il panorama la Rotterdam Dance Academy (15 maggio), fra le accademie dedicate alla danza moderna e contemporanea più antiche e a tutt’oggi una delle più importanti d’Europa, con un programma eclettico che affianca frammenti di celebri coreografie – di Jiří Kylián, Nacho Duato, Mauro Bignonzetti – a lavori di più giovani artisti – Regina van Berkel, Neel Verdoorn, Bruno Listopad, Jérôme Meyer e Isabelle Chaffaud.

Le attività del settore Danza per il 2011 si concludono con l’appuntamento con una star della danza internazionale, il coreografo e danzatore israeliano Emanuel Gat, che presenterà in prima mondiale a Venezia e per la Biennale Brilliant Corners il 24 e 25 giugno al Teatro Piccolo Arsenale. Lo spettacolo nasce nell’ambito del programma European Network of Performing Arts che la Biennale condivide con il festival londinese Dance Umbrella e il centro di Stoccolma Dansen Hus. Brilliant Corners sarà anche a Londra il 10 e 11 ottobre e a Stoccolma il 14 e 15 ottobre. 

Dal 10 al 16 ottobre si svolgerà a Venezia il 41. Festival Internazionale del Teatro, pensato come un festival-laboratorio che sviluppa e porta a compimento il precedente Laboratorio di Arti Sceniche. Il neo direttore catalano Àlex Rigola ha pensato a un festival come “agorà del teatro”, chiamando i migliori nomi della scena internazionale – registi, coreografi, artisti, architetti e scenografi, esperti di video-scrittura e creatori di luci - perché Venezia e la Biennale non siano soltanto il palcoscenico per la presentazione di spettacoli, ma anche e soprattutto il luogo dell’incontro, dell’apprendimento, della formazione pratica e della discussione delle arti teatrali a livello internazionale, coinvolgendo pubblico e professionisti da tutto il mondo per un’approfondita riflessione sul fare teatro oggi. Laboratori, alcuni dei quali destinati ad avere un esito pubblico, conferenze, incontri e tavole rotonde – con in media 5 avvenimenti al giorno per un totale di oltre 40 appuntamenti – si integrano al programma di spettacoli e diventano parte essenziale del Festival

Tra l’autunno 2010 e la primavera di quest’anno si sono succeduti i laboratori di Ricardo Bartís, Calixto Bieito, Romeo Castellucci, Jan Fabre, Rodrigo García, Jan Lauwers, Thomas Ostermeier, registi dal segno inconfondibile che hanno riscritto la scena in termini radicali, oggi nomi di richiamo per tutti i festival che contano. Rigola è riuscito a coinvolgerli tutti attorno ad un unico progetto – una versione personale e contemporanea dei sette peccati capitali – per la seconda tranche di laboratori che si svolgerà nel corso del Festival. Il risultato finale, intitolato I sette peccati e programmato nell’ultimo giorno del Festival, sarà un percorso di sette brevi spettacoli, come uno sguardo prismatico sul nostro presente, che si snoderanno in altrettanti luoghi della città: dal Teatro La Fenice all’Ateneo Veneto, fino al Conservatorio Benedetto Marcello e all’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti.

Di ognuno dei sette registi coinvolti nei Sette peccati, Rigola ha scelto poi di portare uno spettacolo che fosse rappresentativo della loro poetica.

Acclamato dalla critica internazionale, arriverà in Italia per la Biennale la versione graffiante del classico dei classici, l’Amleto di Shakespeare secondo Thomas Ostermeier, che inaugurerà il Festival il 10 ottobre al Teatro Goldoni. L’11 ottobre la scena sarà condivisa da due artisti di punta della fertilissima scena fiamminga: Jan Fabre, che a Venezia porta il suo ultimo spettacolo, Prometheus Landscape II, anch’esso in prima per l’Italia al Teatro Piccolo Arsenale, e Jan Lauwers e la sua Needcompany, interprete al Teatro alle Tese di Isabella’s Room, considerato uno spettacolo cult della compagnia. Lo sport antico e un tempo popolare del pugilato si fa metafora di un Paese e di una società nello spettacolo El Box di Ricardo Bartís, regista capostipite del teatro di ricerca in Argentina. Noto alle scene europee, ma raramente invitato in Italia, Bartís sarà per la prima volta alla Biennale sul palcoscenico del Teatro alle Tese il 12 ottobre. Protagonisti della giornata del 13 ottobre, due personalità quasi antitetiche come Romeo Castellucci e Rodrigo García: il primo con la Socìetas Raffaello Sanzio affronta la complessità dello sguardo nel suo secondo studio Sul concetto del volto nel Figlio di Dio al Teatro Piccolo Arsenale, mentre il regista ispano-argentino, al Teatro alle Tese con Muerte y reencarnación en un cowboy, prende a pretesto il mito western per uno dei suoi esplosivi attacchi ai riti quotidiani della nostra società. Di Calixto Bieito, che tanto ha fatto parlare per le sue iconoclaste regie liriche, ma raramente presente in Italia con il suo lavoro teatrale, si vedrà il 14 ottobre al Teatro Goldoni, in prima per l’Italia, Desaparecer, un “poema-concerto per due voci perse nella nebbia”, che parte da una duplice ispirazione letteraria, Edgar Allan Poe e Robert Walser, e fonde le due passioni di Bieito – teatro e musica. 

Accanto a questo primo nucleo originario di registi, Rigola ha poi invitato i campioni del cosiddetto teatro post-drammatico, Stefan Kaegi con il suo collettivo Rimini Protokoll e due artisti della coreografia come Josef Nadj e Virgilio Sieni. Anche in questo caso laboratori e spettacoli sono un progetto integrato. Stefan Kaegi condurrà un laboratorio, Video Walking Venice, che ha il sapore di uno dei tipici interventi urbani del gruppo, con i partecipanti sguinzagliati per campi e calli di Venezia armati di iPod touch. Il laboratorio troverà compimento con l’interazione del pubblico negli ultimi tre giorni del Festival, il 14, 15 e 16 ottobre, in un percorso che partirà da Ca’ Giustinian. Del collettivo berlinese si vedrà anche l’ultimo spettacolo, Bodenprobe Kaschstan, il 15 ottobre al Teatro Piccolo Arsenale, uno spettacolo che intreccia il percorso del petrolio ai flussi migratori tra le ex repubbliche sovietiche e la Germania.

Anche Josef Nadj e Virgilio Sieni, figure atipiche del mondo coreografico, all’incrocio tra danza, teatro, arti figurative, terranno ognuno un laboratorio sul movimento dedicato ad attori. Di loro si vedranno, inoltre, due spettacoli: Woyzeck ou l’ébauche du vertige di Nadj, un esempio dei più intensi della poetica fatta di gesti, oggetti, apparizioni dell’autore franco-ungherese, sarà in scena il 15 ottobre al Teatro alle Tese; e Osso, il toccante e intimo dialogo tra un padre e un figlio, costruito sulla sapienza di gesti quotidiani che diventano rito, di Virgilio Sieni, sarà in scena il 16 ottobre. 

Alle giovani compagnie italiane più innovative il 41. Festival Internazionale del Teatro riserverà uno spazio quotidiano (dall’11 al 15 ottobre). E’ Young Italian Brunch, che scherzosamente allude all’orario – le 13.00 – in cui si presenta un assaggio del panorama nazionale, con il desiderio di rendere visibile soprattutto a operatori e curatori stranieri quanto offre una scena esuberante ma ancora poco nota ai circuiti internazionali.

 

Dei 15 laboratori in programma, volti ad abbracciare lo spettacolo nella sua complessità e nei suoi diversi aspetti, ne è previsto uno di scenotecnica, che si concluderà direttamente sulle scene del Festival: allievi del corso in Scienze e Tecniche del Teatro dell’Università Iuav lavoreranno infatti alla costruzione delle scene originali per l’allestimento di El Box di Ricardo Bartís. L’artista delle luci Carlos Marquerie guiderà invece i partecipanti al suo laboratorio alla scoperta dei segreti dell’illuminotecnica nell’era della tecnologia digitale; mentre Àlex Serrano, autore di tanti progetti multimediali d’avanguardia, terrà una settimana di workshop per registi teatrali su modalità, tecnica e creatività nell’impiego del video in tempo reale.

Ai fondamenti della nostra cultura teatrale, a Shakespeare, al suo impareggiabile verso e alla sua scuola di recitazione, al modello con cui per ogni attore è indispensabile confrontarsi, è dedicato un altro laboratorio. E all’esercizio della critica, infine, strumento indispensabile di una civiltà teatrale, è dedicato un laboratorio condotto da Andrea Porcheddu che percorrerà l’intera settimana del Festival. Prolungamento del “Progetto OctoberTest”, che aveva accompagnato il Laboratorio Internazionale di Arti Sceniche, ai sette giovani critici che hanno seguito la prima parte, si aggiungeranno altri cinque selezionati: insieme seguiranno tutte le attività del Festival e formeranno una redazione che lavorerà sia su web che su carta, fornendo un “foglio” quotidiano di informazione e approfondimento sul Festival. 

Jan Pappelbaum (11 ottobre), Jim Clayburgh (12 ottobre), Margherita Palli (13 ottobre), Nick Ormerod accompagnato da Declan Donnellan (14 ottobre), Anna Viebrock (15 ottobre), artisti di fama internazionale che con la loro poetica personale non hanno soltanto dato corpo a sogni e visioni dei registi con cui hanno lavorato, rendendo praticabili le loro narrazioni “impossibili”, ma hanno impresso un segno indelebile sul lavoro stesso di questi registi contribuendo all’evoluzione del linguaggio scenico, saranno presenti a Venezia per una serie di conferenze sulla scenografia nella sala delle Colonne di Ca’ Giustinian (ore 11.00).

Sempre nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, ma negli orari pomeridiani (alle 17.00 e alle 18.30), pubblico e critica potranno incontrare Thomas Ostermeier (11 ottobre), Jan Lauwers e Calixto Bieito (12 ottobre), Romeo Castellucci e Rodrigo García (14 ottobre), Ricardo Bartís e Jan Fabre (15 ottobre).

Previsti successivamente al debutto degli spettacoli in programma, gli incontri con i registi saranno per questo un’occasione in più di conoscenza e confronto per il pubblico di appassionati come per i professionisti. 

Per una settimana il 41. Festival Internazionale del Teatro “invaderà” la città, dagli spazi deputati a quelli più inconsueti fino ai suoi campi e campielli: la sede storica della Biennale – con la Sala delle Colonne e il Laboratorio delle Arti di Ca’ Giustinian – e i tradizionali spazi all’Arsenale – con il Teatro alle Tese e il Piccolo Arsenale; le sale del Teatro La Fenice – Apollinee e Rossi; il Teatro Goldoni, il Teatro Fondamenta Nuove e il Teatro di Ca’ Foscari a Santa Marta “Giovanni Poli”; il Conservatorio Benedetto Marcello – con la sala dei concerti e la sala prove; l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti e la sua sala del Portego; il Laboratorio Alias. 

Da tempo la Biennale di Venezia si impegna a valorizza le risorse del territorio del Veneto avviando e consolidando la collaborazione con enti e istituzioni come Arteven, con cui quest’anno ha realizzato la tournée dello spettacolo di Ivo nel Veneto, il Teatro La Fenice, il Conservatorio Benedetto Marcello, l’Università Iuav, il Teatro Fondamenta Nuove. In questa prospettiva si colloca l’intervento della Regione del Veneto a sostegno dei programmi dei settori dello spettacolo dal vivo della Biennale di Venezia. 

I programmi dell’Arsenale della Danza e del 41. Festival Internazionale del Teatro sono da oggi sul sito della Biennale di Venezia: www.labiennale.org

Le informazioni sui bandi per i laboratori ancora aperti (di Josef Nadj, Virgilio Sieni, Carlos Marquerie, Àlex Serrano e su Shakespeare) saranno pubblicati sul sito della Biennale a partire dal 16 maggio.

Le prossime audizioni per l’Arsenale della Danza si terranno a Vienna il 6 agosto nell’ambito di ImPulsTanz e a Venezia il 22 ottobre. Il bando di partecipazione sarà sul sito della Biennale a partire dal 16 maggio.

by ANGELO MARTINI         

LA GRIFFE RENE'&MARTINI 2011 DUCATI CAFFE'

LA GRIFFE RENE'&MARTINI 2011 DUCATI CAFFE'

In questo Sabato 2011 di Moda Italiano è di scena a Roma, al Ducati Caffè in via delle Botteghe Oscure, la Griffe Renè & Martini moda. Il locale dell’imprenditore Iari Grossi per la presentazione di Marco Mascari e Mauro Botticelli, dedica il Sabato alla moda e agli stilisti emergenti dell’Accademia di moda di Roma. Già in passato hanno sfilato importanti stilisti come Anton Giulio Grande e adesso è la volta di una delle nascenti e promettenti griffe italiane disegnate dalla stilista ungherese Renè Komjati, che ha presentato la sua collezione  detta “Groviera”, fatta di poca stoffa con molti tagli e colori sgargianti. La vivacità dei tessuti rende la linea giovane, sexy e divertente da vedere, per il compiacimento non solo del pubblico presente, ma soprattutto per il piacere delle modelle che indossavano gli abiti. Ospiti della serata: il presentatore Angelo Martini conduttore di Numeri Uno su Rai due, responsabile dell’immagine della griffe, la Miss Top Model Mariana Zavtoni, la modella Nuris Guerriero Santana, l’attrice e modella Silvana Fraticelli, e il regista Leonida Gennaro. La sfilata è stata preceduta da un piccolo defilè con giubotti di pelle, dedicato alle moto Ducati marchio storico delle due ruote.

 

 
Olga Matsyna

Olga Matsyna

by  Giulio de Nicolais 

 L’immagine che vuoi rendere di te: Chi sei.

 Una persona di una mentalità aperta, disponibile al dialogo. Ho un forte debole per il bello e un’aspirazione al giusto.

 Di che segno zodiacale sei?

Capricorno. Pregio: tenacia nel perseguire l’obiettivo. Difetto: testardaggine. In amore mi comporto da Scorpione: involontariamente ferisco la persona a cui mi appassiono.

Che tipo di pizza è la tua preferita.

Tonno e cipolla – da mangiare in solitudine, ortolana – da mangiare in compagnia

Breve storia della tua carriera professionale

Più che carriera è un percorso artistico. Ho iniziato dagli studi musicali (pianoforte, solfeggio, canto) e dalla scrittura delle poesie, vincendo concorsi poetici in Russia. Conoscendo lingue, ho tradotto in italiano i versi dei poeti più celebri russi, inglesi, francesi, spagnoli. Poi è arrivato l’amore per i film italiani, l’indimenticabile bimestre di sceneggiatura alla Scuola Nazionale del cinema. Ho continuato a studiare cinema alla scuola milanese Cinelife, scegliendo i corsi per gli attori e per i film-maker guidati da Michelangelo Frammartino. Dopodiché ho studiato regia all’ Accademia Nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico. Oggi mi interessa anche il teatro danza e il musical. Parteciperò al musical inedito di Denny Lanza. Recentemente ho fatto la protagonista del film “Immigroma” di Thea Marti e la regista assistente dello spettacolo “Melampo” di Massimo De Rossi al Teatro India di Roma.  

Il tuo sogno di donna

Un uomo da sogno

Il tuo abito preferito

Quello del “Gattopardo” di Visconti creato da Piero Tosi per Claudia Cardinale!

Il tuo attore preferito.

Michele Placido

Il tuo stilista preferito.

Raffaella Curiel

Il tuo progetto professionale

Un film su una cantante lirica dell’ottocento. L’azione si svolge in Russia, in Italia e in Francia.

Impegni professionali in cantiere.

La regia di “Casa di bambola” di Ibsen al Teatro Caboto di Milano. La partecipazione al Premio Lucio Battisti come cantautrice. La scrittura di due progetti cinematografici. Una parte nel film “Tosca” di prossima realizzazione.

Un consiglio per le ragazze che vogliono seguire la tua strada.

Studio, pazienza e coraggio!

 

foto_cartolinaLa danza del corpo il corpo docile - il corpo eversivo Strategia All’interno di una esplorazione del corpo e delle sue possibilità di percepirsi e quindi di un nuovo danzare, affinare lo sguardo e la cognizione di quegli ambiti ed angoli sommersi del corpo, sostare nelle loro vicinanze, negli interstizi, nel gusto delle gradazioni… La dinamica vitale del corpo, all’interno di ossa muscoli viscere…rispettandone gli abissi, allagherà cavità spirituali fino a traboccarle, fino ad attivare altre zone, conseguenti alle prime, ampliando la tangenza al mistero… Training 1) Pratiche corporee per un ascolto degli accadimenti interni del corpo 2) Percezione della struttura ossea in dinamica 3) Fluidità articolatoria 4)Utilizzo di oggetti per indagare la natura oggettiva e soggettiva del corpo 5)Rimembrare: Il  paesaggio interiore 6) piccole danze:“strutture intime” note 11 Gennaio 2011 ogni martedì  dalle ore 16.30 alle ore 19.00 spazio Bobur Teatro – via Amiterno, 18 costo 80€ mensili info cristiani.alessandra@gmail.com www.alecristiani.altervista.org   3480043299

Lyudmyla Derkach racconta se stessa.

 Lyudmila Derkach ha voluto raccontare sè stessa al microfono di RomaMeeting.it in attesa di riprendere la sua carriera di attrice dopo impegni che l’hanno condotta al giornalismo radiofonico.

Ucraina, nata a Kiev, Lyudmyla Derkach è laureata in Economia ed ha 33 anni, compiuti nello scorso mese di maggio. Bionda, simpatica e caparbia, il suo segno zodiacale è nella costellazione del Toro, il suo piatto italiano preferito è la Pizza, la “Napoli” con sopra i carciofini. Esplose in tutto il fulgore della sua bellezza e senza lasciare niente all’immaginazione partecipando a “Chiambretti C’è” su Rai2, ma si qualificò meglio come attrice sul set cinematografico. L’abbiamo vista in “Nella notte” film per la tv, in “Fallo” di Tinto Brass ed in ” Il paradiso all’improvviso” di Leonardo Pieraccioni.

 Quali sono state le migliori esperienze in questa tua intensa carriera italiana?

“Credo che l’esperienza più importante, per me, non sia stata quella della televisione, la migliore esperienza l’ ho avuta nel Cinema, perché ho sentito che una parte di me ha potuto esprimersi nel modo migliore, credo quindi che sia stato il Cinema a farmi sentire importante. In televisione, qui in Italia, l’unica trasmissione che mi abbia fatto veramente sentire bene, che mi abbia aiutato tantissimo e che mi abbia dato la possibilità di fare un passo in avanti, è stata “Chiambretti c’è” per la regia di Gianni Boncompagni, un grande maestro che mi ha portato anche fortuna. Qui, tra le “ragazze letterate di Chiambretti”, su Rai2 , ho lavorato per sei mesi e credo che anche questa sia stata una buona esperienza perché nello studio televisivo arrivavano tanti ospiti famosi e molti personaggi. In questa trasmissione, che mi dispiace sia finita, mentre mi divertivo molto, allo stesso tempo imparavo”.

Per noi sei stata sempre una grande rivelazione. Quali sono i ruoli che hai interpretato sul set cinematografico ?

“Posso dire che ‘ricomincio da tre’ parafrasando il titolo del grande Massimo Troisi, e rammentando un modo di dire tipicamente italiano. Ho lavorato con persone e registi importanti come Tinto Brass e Leonardo Pieraccioni. In un primo film dal titolo “Nella notte”, un film prodotto credo per la TV, nel marzo del 2003, una pellicola del genere horror, ho interpretato il ruolo di un’agente russa del KGB. All’inizio mi sentivo è un po’ impaurita perché volevo mostrare tutto quello che ho dentro, volevo mostrare che ci riuscivo e ci sono riuscita. Poi ho cominciato subito a

Lyudmyla Derkach

Lyudmyla Derkach

 lavorare nel  film, “Fallo” di Tinto Brass, una pellicola divertente. Tutti conoscono perfettamente Tinto Brass, tutti sanno il genere dei suoi film. Lavorare in questo film mi ha insegnato molto sul set: a recitare come si deve, correggendomi nel modo giusto. Il terzo film “Il paradiso all’improvviso” per la regia di Leonardo Pieraccioni.

In quale di questi ruoli ti sei sentita più te stessa?

“Mi sento me stessa in qualsiasi ruolo perché ho studiato il metodo di Stanivslasky, so entrare nel personaggio, ed anche se trovassi un ruolo non calzante per me, cercherei tuttavia di entrare in quel personaggio. Prendo il ruolo della persona che devo interpretare”.